Spesso arrivano in studio persone che mi chiedono: “Dottoressa cosa devo fare?”; “Non riesco a prendere una decisione…”; alla mia domanda: “Che cosa vuole fare?”, spesso rispondono: “Non lo so, non so cosa voglio…è questo il problema”.

Secondo Yalom il decidere, è il ponte tra il desiderare e l’agire. Il desiderio è legato strettamente al sentimento, se “voglio” quella cosa è perchè lo “sento” emotivamente.

Si possono ritrovare due situazioni differenti nella vita così come nella clinica: la prima in cui si reprimono i propri sentimenti e quindi anche i propri desideri mentre la seconda in cui si risponde in maniera impulsiva a tutti i desideri senza discernimento come un capriccio da soddisfare a tutti i costi.

Nel primo caso, ad esempio, una persona molto impegnata sul lavoro, con continue richieste o scadenze da rispettare, desidera una pausa ma non riesce a riconoscerlo, ad ammetterlo a Sé stesso e agire.

Nella seconda situazione un ragazzo/a vede l’ultimo modello di cellulare e lo compra subito, senza considerare le conseguenze della sua scelta ma agisce solo perchè lo hanno già tutti i suoi amici.

Prima di tutto, quindi, è importante soffermarsi per comprendere davvero cosa desideriamo noi, non cosa vorrebbero gli altri.

Se siamo riusciti a capire cosa vogliamo realmente si tratta di passare dalla decisione al metterla in atto.

In questo passaggio ci possono essere degli intoppi… Perchè è così difficile decidere?

La vita ci pone di fronte a delle scelte continuamente da quelle più banali “Cosa mi metto questa mattina?” a quelle più importanti che influenzeranno il nostro futuro, come la scuola Superiore o l’Università, la casa dove abitare, il partner con cui condividere i momenti insieme, gli amici con cui confidarsi…

L’etimologia della parola “decidere” ci può aiutare a capire meglio… vuol dire “tagliare via”, “separare” quindi quando decidiamo, lasciamo qualcosa per qualcos’altro. Le separazioni non sono mai indolore, facili da affrontare.

Nessuno di noi, inoltre, possiede una “sfera di cristallo” per poter vedere il proprio futuro e quindi non sappiamo con certezza al 100% che quello che scegliamo sia giusto per noi.

Molti sono i fattori che interferiscono nel prendere una decisione alcuni più di tipo cognitivo come credenze o modi di pensare distorti, altri più legati all’emotività. Tra questi si possono ritrovare: la difficoltà di tollerare l’incertezza, la frustrazione della rinuncia, della limitazione delle possibilità, la paura di fallire e il prendersi le proprie responsabilità. Questi aspetti ci possono mettere in crisi.

L’atto di decidere comporta un certo impegno e una presa di responsabilità da parte della persona. Nessuno può prendere una decisione al posto nostro perchè non sarebbe autentica e non rispecchierebbe realmente i nostri desideri, sentimenti.

Il fatto stesso che noi in qualche circostanza rimandiamo o troviamo scuse, è già decidere di essere passivi e di non agire. Dovremmo essere più attivi e prenderci le nostre responsabilità.

Per fare tutto ciò, quindi, dovremmo riuscire a guardare dentro noi stessi, in primis, per scoprire i nostri desideri e comprendere realmente chi siamo per capire quali siano le motivazioni che ci possono bloccare.

Potremmo poi intervenire da un punto di vista più cognitivo, mettendo in atto strategie più razionali come quelle di decision making che ci proiettano nel futuro, prendendo in considerazione le varie possibilità con le loro conseguenze.

E’ un percorso, a volte lungo e complesso, che implica un cambiamento e dovremmo arrivare ad esserne consapevoli perchè: “Se io e io soltanto ho creato il mio mondo, allora soltanto io lo posso cambiare”, Yalom.

Guardiamo al nostro passato per vivere meglio il nostro presente e programmare il nostro futuro.

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