Spesso diciamo “non ho mai tempo”, “non riesco a fare tutto” ma in realtà non sappiamo che quello che ci manca non è il tempo in sé.

Mi spiego meglio… il tempo è un concetto complesso che non riusciamo a percepire con i nostri cinque sensi ed è stato definito convenzionalmente con il calendario e gli orologi per quantificarlo e permetterci di vivere nella società.

Il tempo è democratico perché tutti hanno a disposizione la stessa quantità di tempo misurata con gli orologi e quindi 10 minuti di orologio hanno la stessa durata per tutti; questo è il tempo oggettivo.

Come si spiega, però, il fatto che a volte abbiamo la percezione che 5 minuti durino “un’eternità” oppure passino in un “lampo”?

Questo è il tempo soggettivo, quello che noi percepiamo in base alle nostre disposizioni emotive del momento. Se parlo con una persona che mi piace, il tempo trascorso insieme sembra scorrere più velocemente mentre se sono a casa da solo sul divano il tempo sembra non passare mai e sento la noia che mi attanaglia.

Quando la vita di tutti i giorni tra impegni di lavoro o scuola, famiglia ci porta a trascurare il proprio tempo libero noi diamo la colpa alla mancanza di tempo ma in realtà non è il tempo che manca. Il tempo dell’orologio rimane invariato dura sempre allo stesso modo ma è come noi agiamo o non agiamo in questo tempo che ci rende i padroni del nostro tempo.

Noi non possiamo gestire il nostro tempo ma possiamo imparare a progettare le nostra attività nel tempo. Come fare?

Dobbiamo imparare a conoscerci meglio, a scegliere le nostre priorità e obiettivi che ci prefiggiamo e poi valutare alla fine di ogni giornata come abbiamo impiegato il nostro tempo.

Esiste un altro “tempo”, infatti, che noi dobbiamo comprendere che è quello biologico interno in ognuno di noi e questo influenza la nostra quotidianità; ad esempio chi è più attivo al mattino presto e ama alzarsi di buon’ora si definisce “allodola” e chi non andrebbe mai a dormire alla sera e al mattino preferisce riposare di più viene chiamato “civetta”.

Questo è il primo aspetto che dovremo considerare quando ci troviamo a dover fare un lavoro o a dover impiegare il nostro tempo libero.

Oltre a questi segnali che il nostro corpo ci invia, ci sono le nostre inclinazioni e attitudini personali, carattere che fanno parte della nostra persona, che ci porta a definire cosa per noi significa “tempo libero”. Per una persona il tempo libero potrebbe essere stare con i propri figli e giocare con loro e questo potrebbe ingenerare un senso di benessere e piacere mentre per altri potrebbe essere rilassante uscire con gli amici o andare a correre dopo il lavoro. Il tempo è anche una questione di punti di vista diversi.

La mancanza di tempo non è la causa dello stress ma è il timore di non aver abbastanza tempo che ci crea disagio ed è il fatto di non poter “controllare” la situazione che genera malessere. 

Se io ho una scadenza da rispettare ma sento di avere il controllo della situazione, di aver programmato il mio tempo riuscirò ad essere più efficiente sul lavoro e più tranquillo. Nel momento in cui, invece, c’è un imprevisto che non avevo considerato e penso di non essere all’altezza di risolverlo ecco che questo mi potrebbe creare malessere, stress e avrei la percezione che il mio tempo mi sfugga.

Quale differenza c’è? Il tempo in termini di minuti e ore rimane sempre lo stesso ma è come lo vivo e lo percepisco che mi porta a sentire che oggi “non ho concluso niente” oppure a sentire che “oggi è stata una giornata produttiva”.

All’origine del problema della mancanza di tempo ritroviamo i cosiddetti ladri del tempo e che potremo definire come: la scarsa concentrazione, lo stress e la “poca voglia”.

Viviamo immersi in un mondo di stimoli a cui siamo sottoposti continuamente che ci attirano perché sono piacevoli ma ci distraggono dal portare a termine un compito o un lavoro. Con l’avvento delle nuove tecnologie internet, i social e dei cellulari tutto è una sorta di distrazione… es. arriva un messaggio whatsapp mentre sto lavorando, lo leggo e rispondo ma quando devo ritornare al mio lavoro devo riprendere il filo e quindi perdo tempo.

Qual’ è la distrazione più subdola? Sono i pensieri che occupano la nostra mente negativi o positivi, sul futuro, sul passato che ci portano a divagare.  La nostra mente ci mette continuamente alla prova e a volte non è facile rimanere concentrati sul compito.

Per quanto riguarda lo stress si pensa che non avere il tempo per fare le cose e la fretta ci portino a provare stress; in realtà è lo stress una delle cause della mancanza di tempo.

Secondo la definizione di Selye, lo stress è una sindrome di mutamenti aspecifici con cui un sistema biologico si adatta ai cambiamenti che si verificano nell’ambiente. 

Lo stress può essere generato da uno stimolo esterno o interno negativo cui segue una risposta sia emotiva negativa sia fisiologica. Lo stress si manifesta quando vi sono delle situazioni esterne o interne che il soggetto non riesce ad affrontare con le risorse che ha a disposizione e che perdura nel tempo.

Questa reazione di stress si attiva negli uomini anche in seguito all’idea futura di un possibile pericolo. Quando ci sentiamo minacciati o in preda ad una serie di scadenze da rispettare si attivano tutta una serie di pensieri negativi, emozioni di ansia, di panico che generano reazione fisiologiche come aumento della pressione cardiaca, maggiore tensione muscolare, aumento del cortisolo, ecc… Sotto stress tendiamo a reagire impulsivamente, con più nervosismo senza riuscire a ponderare le nostre azioni. Ci accorgiamo di questo non subito ma solo quando abbiamo la percezione che il tempo sembra sfuggirci, facciamo errori e cerchiamo di rimediare, impiegando altro tempo.

Il corpo cerca di far fronte a questa situazione di allarme con risposte fisiologiche per ristabilire l’equilibrio ma se la condizione persiste o è troppo intensa allora si genera un forte livello di stress.

Dobbiamo contrastare il nostro livello di stress con una giusta dose di rilassamento o con strategie di coping, di fronteggiamento funzionali per noi che ci portano a riprendere in mano la nostra quotidianità. A volte un pizzico di stress positivo, a breve termine, detto eustress, può essere stimolante per raggiungere un obiettivo ma lo stress di cui parlo è quello negativo che mi limita e mi blocca.

Abbiamo la percezione che ci manca il tempo perché siamo stressati e quindi dobbiamo imparare a gestire lo stress per riprendere in mano il nostro tempo.

La terza causa di perdita di tempo deriva dalla nostra scarsa motivazione nel compiere un’azione. Se mi sento costretto ad eseguire un compito magari anche imposto da altri, il mio tempo “mi pesa” e si allunga mentre se ho un motivo gratificante, “desiderante” che mi spinge a fare lo stesso lavoro il tempo “si accorcia”. Avrò una prestazione migliore, avrò raggiunto il mio obiettivo e avrò anche una predisposizione emotiva più serena e positiva. 

Non c’è quindi un tempo giusto o sbagliato quello che ci porta fuori strada sono “i ladri del tempo” che in qualche modo creano questa sensazione di malessere e di mancanza di tempo. 

Concluderò, congedandomi, con una frase di Robert Musil: “Soffrivano tutti per il timore di non aver tempo per tutto, e non sapevano che aver tempo nient’altro significa che non avere tempo per tutto”.

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