Il primo è il patrono degli innamorati. La festa ha una radice arcaica legata al ciclo di morte e rinascita della natura, pratica ritualistica che è giunta, mediata dal cristianesimo, sino a noi, oggi.

Il secondo venne acclamato protettore dei single. L’iconografia sacra l’accompagna insieme al fratello Giovita. Entrambi nobili bresciani vissuti nel II secolo dopo Cristo, anche raffigurati come soldati difensori della città, convertiti al cristianesimo subirono il martirio intorno all’anno 120 e divennero i santi patroni di Brescia nel 1438.

Il 15 febbraio si ricordano Faustino e Giovita. Per onor di cronaca non vi è traccia certa del legame fra Faustino e i single, per cui il suo essere divenuto patrono di chi non ha trovato l’anima affine pare sia dovuto alla mera posizione sul calendario come giorno successivo a San Valentino.

Di San Valentino si conoscono, al contrario, maggiori dettagli.
Si ha memoria di due distinti Valentino: il primo nacque nel 176 nell’allora Interamna, l’odierna Terni, e proteggeva gli innamorati guidandoli verso il matrimonio. Del secondo si sa che morì il 14 febbraio dell’anno 274 dopo Cristo, decapitato come martire cristiano. Per alcune fonti si tratterebbe della stessa persona.

La storiografia religiosa lo descrive come santo e guaritore degli epilettici e protettore delle storie d’amore. Nel periodo in cui visse era in auge, sotto il regno di Aureliano, un rito pagano propiziatore della fertilità, chiamato lupercalia al quale il devoto cercò di opporsi andando incontro al proprio martirio.

I lupercàli erano una festività romana che si celebrava nei giorni nefasti di febbraio, anticamente indicato come mese purificatorio, in onore del Fauno, divinità della natura, inteso come protettore del bestiame dall’attacco dei lupi.

Oggi, un po’ banalmente seppur comprensibilmente, abbiamo smarrito l’ancoraggio tra le due ricorrenze del 14 e del 15 febbraio con gli eventi da cui traggono origine.

San Valentino, come allora, può proporsi, oggi, come momento propiziatore del rinsaldare il legame nella coppia, allorquando gravano intorno minacce, incertezze e precarietà, un tempo inerenti la condizione umana poiché ben più esposta alle vicende delle rigidità stagionali dell’inverno, alle fatiche e ristrettezze a cui si incorreva nei giorni che quelle tradizioni antiche individuavano come nefasti, rispetto all’oggi.

D’altra parte nel giorno di San Faustino si potrebbe cogliere come chi non può appoggiarsi sulla presenza dell’altro ne è più esposto, a maggior ragione se pensiamo ai nostri odierni tempi pandemici.

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